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Strade del vino: "I vigneti tra la Serra e Carema"

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Il punto di partenza dell'itinerario "I vigneti tra la Serra e Carema" è il Castello di Roppolo.
La descrizione seguente è quella del tratto che si snoda all'interno della Comunità Montana Dora Baltea.


I vini doc canavesani sono conosciuti e apprezzati in Italia e all'estero.

L'Atl3 del Canavese e Valli di Lanzo consiglia tre itinerari per scoprirli: Le strade del vino sono pensate per essere percorse in automobile, ma seguono strade minori e panoramiche adatta anche al cicloturismo.
Proseguendo sulla via del Buonumore che attraversa i Balmetti e porta un nome quanto mai legato alle cantine e quindi al nostro itinerario, si giunge alla piazza della chiesa di San Germano.

Si svolta a destra in via Palma, affiancata dai tradizionali tupiun: seguendo fino in fondo questa stradina che si snoda tra i vigneti e le case, si Inizio paginalla statale 26.
Posto sulla cima di un'altura, si può scorgere il castello di Montestrutto. Giunti a Settimo Vittone, è possibile salire verso il castello per visitare la Pieve di S. Lorenzo (VIII-XI sec.), uno dei complessi architettonici romanici più importanti del Piemonte che conserva pregevoli cicli di affreschi del XIII-XV sec.

Ripreso il cammino lungo la statale in direzione Aosta, si lascia sulla destra il paesino di Cesnola, immerso nei vigneti e sovrastato dai ruderi di un castello che richiama alla mente l'atmosfera delle antiche fortezze militari volute da Re Arduino per difendere i suoi domini.

Si entra quindi nel vivo dei vigneti di Nebbiolo da cui si ottiene il Carema, un vino famoso in tutto il mondo la cui zona di produzione è limitata al solo omonimo comune.

foto dell'uva Carema
L'uva carema
foto: F. Bortolozzo
Carema è infatti il nome del paese arrampicato sulla collina le cui case sono circondate dalle vigne, quasi a volere sottolineare la vocazione e la millenaria tradizione enologica. I vigneti sono posti su terrazzamenti sorretti da muri e pilastri in pietra e calce, che grazie all'esposizione favorevole permettono di accumulare calore e mantenere una Servire a ottimale anche durante le ore notturne.

Non si può perdere la suggestiva passeggiata in mezzo ai vigneti che permette di godere il panorama trasformato dal duro lavoro dell'uomo nei secoli e di addentrarsi lungo i sentieri punteggiati dai tupiun e caratterizzati dai pergolati che si perdono a vista d'occhio, mutando colore a seconda delle stagioni.

Situata in posizione strategica sulla Strada delle Gallie, già verso il 100 a.C. Carema era ufficio doganale e stazione di posta.

L'abitato ha mantenuto la struttura dell'antico borgo medioevale, caratterizzato da strette viuzze, da suggestivi archi, da case con i tetti in lose e le tipiche lobbie, da artistiche fontane in pietra, la più antica delle quali è datata XV sec. A sottolineare il suo importante ruolo in questo periodo, sono rimaste alcune emergenze architettoniche quali la Gran Masun, una solida casa-forte, il Palazzotto Ugoneti, sede dei feudatari locali, e i resti del castello di Castruzzone.

Da Carema tornando verso Ivrea si seguono le indicazioni per Quincinetto; vicino al casello dell'autostrada, si imbocca via IV Novembre in direzione S. Maria e si percorre la strada provinciale 69 fino a Tavagnasco.

Proseguendo in direzione Ivrea si arriva a Baio Dora. Subito dopo il centro abitato si incontra sulla destra il campo d'atterraggio dei parapendii che si lanciano dalla vetta del Monte Cavallaria.

Sempre continuando in direzione Ivrea si arriva al bivio per Fiorano.
Qui, giunti in una piazzetta con una cappella al centro, si percorre sulla destra la via principale e si ritorna in aperta campagna.

La tappa seguente è Loranzè. In paese si svolta sulla destra per Loranzè Alto imboccando una strada in salita, immersa nel verde e nei vigneti a pergola; qui giunti si consiglia una sosta nel piazzale di fronte alla chiesetta da dove si può godere uno dei più bei panorami del Canavese.

Si prosegue quindi per Parella (a sinistra subito dopo la chiesa, indicazione per la posta) scendendo lungo una strada in mezzo alle vigne. Giunti sulla strada provinciale si prosegue verso Quagliuzzo.

Al bivio successivo si seguono le indicazioni per Ceresole-Castellamonte fino a immettersi nella statale 565.
Superato il ponte sul torrente Chiusella, si trova sulla destra un'indicazione per Castellamonte e, dopo circa 1 km, sulla sinistra per Torre Canavese, ultima tappa del primo itinerario.
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