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Nigra Poeta e Filologo - Le Opere

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  • Nigra Poeta e Filologo - Le Opere
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  • Note Bibliografiche

  • Per tutta la vita, Costantino Nigra dedicò una parte importante del suo tempo allo studio e alla composizione letteraria, offrendo mirabili opere in campo filologico e ricercati versi poetici.

    Si avverte nelle composizioni del Nigra un retaggio di formazione classica, ma nel contempo una assimilazione dei nuovi canoni dell'epoca del romanticismo, in particolare quando tratta delle umili cose della sua terra, il suo amato Canavese, e lo struggente amore dei ricordi che egli ne ha.

    Ebbe a conoscere e frequentare alcuni sommi vati dell'Italia del suo tempo, da Manzoni a Carducci e Pascoli e altri ancora e le sue poesie subiscono l'influenza di questi grandi. Disse di Lui lo storico liberale Federico Chabod: "Incarnava una generazione che non aveva più la mentalità raziocinante e matematica del 700 e non ancora quella positivista dell'800".

    Il Nigra, degno nipote da parte materna del poliglotta Gian Bernardo De Rossi, operò anche diverse traduzioni dal greco offrendo opere quali la Chioma di Berenice, l'Inno a Diana e i Lavacri di Pallade che suscitarono ammirazione del Carducci, che in questo campo eccelleva. Nigra divenne a sua volta uno dei maggiori filologi dell'epoca e in questo campo fu un precursore fornendo nuovi indirizzi per la scuola filologica all'epoca ancora in fase di evoluzione. Per questi motivi divenne membro ricercato delle più prestigiose Scuole ed Accademie europee. I Canti Popolari del Piemonte divennero il punto di partenza per l'indirizzo di tutta la scuola filologica italiana. Con questi scritti il Nigra ebbe merito di aver raccolto per la prima volta quel grande patrimonio culturale della sua terra e delle sue genti, che altrimenti irrimediabilmente sarebbe andato perduto. Lo stesso Nigra ci dice: "O m'illudono l'amore grande che ho delle cose nostre e l'orecchio da lunga mano assuefatto a queste rozze e commoventi armonie, o la poesia popolare (specie del Canavese) merita di essere raccolta con cura e stdiata".

    L'Autore vide anche l'importanza storica e culturale del teatro popolare religioso molto diffuso nei borghi di montagna della sua valle, che forse proprio per questo motivo era nominata Valle Sacra, e raccolse vecchi testi manoscritti di quel teatro religioso che ormai stavano perdendosi nella memoria.

    Tra le varie composizioni poetiche spicca "La Rassegna di Novara" ove il Nigra immagina che, nella notte della vigilia dei Morti, Carlo Alberto risorga dalla tomba e passi in rassegna le "armate ombre guerriere per breve or risorte" cadute nella battaglia di Novara, che poi si dissolvono "nei tenui albori della fredda aurora". Altrettanto importante è la composizione della barcarola "La Gondola Veneziana" che il Nigra stesso ebbe occasione di presentare cantandola all'imperatrice Eugenia nel 1863 durante una gita su una gondola sul laghetto di Fontainebleau.

    Ma le poesie del Nigra che più ci sono care sono quelle legate alle vicende della sua terra che trattano di personaggi e cose umili, nelle quali si percepisce l'amore struggente e l'emozione sincera per tutto ciò che il Nigra statista vorrebbe avere accanto, ma da cui i troppo importanti impegni di stato lo portano distante.

    Per tutte queste cose accanto alla figura preminente del grande diplomatico e statista appare un altro Nigra altrettanto grande, forse quello più amato qui nella sua terra, perché la sua gente vuole ricambiare il grande amore che Egli ebbe per essa.

    È proprio in occasione del matrimonio della figlia di Massimo D'Azeglio che scrive un carme dedicato agli sposi in cui nell'ultima parte canta di quel lembo di terra che "a me fu patria e Canavese ha nome la superba contrada". Lo stesso Alessandro Manzoni, che era il nonno della sposa Alessandrina, formulò lodi all'Autore.
    Principali opere di Costantino Nigra
    • 1861 "La rassegna di Novara" (pubblicato nel 1875)
    • 1863 "La gondola Veneziana (barcarola)"
    • 1872 "Le reliquie Celtiche"
    • 1888 "Canti popolari del Piemonte"
      • I. edizione Loescher, 1888
      • II. edizione Roux e Frassati, 1895
      • III. edizione Einaudi, 1957
    • 1891 "La chioma di Berenice" edizione Hoepli
      elegia di Callimaco con testo latino di Catullo
    • 1892 "Inno a Diana" edizione Loescher
      elegia di Callimaco
    • "Sui lavacri di Pallade"
    • 1903 "Idillii" dai fascicoli della nuova Antologia: 6 e poi altri 6 componimenti poetici
    Rappresentazioni popolari in Canavese
    Sotto questo titolo compaiono le diverse opere che il Nigra produce con la collaborazione dell'amico Delfino Orsi in un ampio lasso di tempo:
    • 1894 "Il Natale in Canavese"
    • 1895 "La Passione in Canavese"
    • 1896 "Il Giudizio Universale in Canavese"
    Postumo uscì il volume "Poesie originali e Tradotte" (ed. Sansoni, 1913), a cura di Alessandro D'Ancona, con in calce un capitolo dei Ricordi Diplomatici.
    Di questi ultimi, i Ricordi diplomatici che il Nigra stava stendendo negli ultimi anni della sua vita, non si trovò traccia alla sua morte e ancora permane il mistero sulla loro scomparsa, mentre si avvalora sempre più l'ipotesi di una loro distruzione per mano di un fidato amico che eseguì un volere del Nigra stesso.
    Purtroppo buona parte di queste opere non sono più reperibili nelle librerie e possono essere consultate soltanto nelle Biblioteche e nei Musei, ma fanno eccezione a questa triste regola "I Canti popolari del Piemonte" edito da Einaudi nel 1957 e "Il Giudizio Universale in Canavese" proposto in nuova edizione nel 1990 dalla Comunità Montana Valle Sacra.
    Ci si augura che questa lodevole iniziativa della Comunità Montana possa trovare nel tempo un proseguo anche in collegamento con il Concorso del Premio Nigra che sta assumendo importanza nazionale, e in considerazione dell'avvicinarsi della ricorrenza del centenario della morte del Nigra (2007) in occasione del quale occorrerà proporre degne celebrazioni della Memoria.
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