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Castellamonte: 1700 - 1800
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    Nel Settecento questo progresso continua: sono attive tre concerie, laboratori per la lavorazione della canapa, della seta e dei cappelli; anche l'agricoltura e il commercio registrano miglioramenti. La Rivoluzione Francese trova terreno fertile a Castellamonte; il conte Ugo Botton (1658 - 1728), magistrato e giurista insigne, fu primo presidente della Camera dei conti a Torino, membro della Corte di Cassazione a Parigi e collaborò alla stesura dei codici napoleonici: nel 1804 la popolazione è di 4591 abitanti; sono in attività quattro concerie, due filande e molte fabbriche di ceramiche. La partecipazione a tutti gli avvenimenti del Risorgimento è molto attiva e alcuni castellamontesi acquistano fama non solo regionale. Antonio Gallenga (deputato, inviato speciale del Times di Londra); Alessandro Borella (giornalista, deputato, fondatore e condirettore della Gazzetta del Popolo di Torino); Giuseppe Bertinatti (diplomatico, consigliere e amico del Gioberti e del Pellico); Giacinto Pullino (ingegnere navale e ammiraglio, progettista nel 1891 del primo sommergibile della Marina Militare Italiana).
    Nella seconda metà del 1800 lo sviluppo, in tutti i settori, è assai rilevante. Il paese migliora anche il suo aspetto, viene collegato con Torino e gli altri centri canavesani prima con servizi regolari di "velociferi" e nel 1887 con la ferrovia "Canavesana", lungamente sollecitata e attesa. Il Comune si insedia nel bel palazzo settecentesco dei Conti Botton, vie e piazze vengono migliorate.
    Dopo interminabili liti, nel 1842 la vecchia Chiesa Parrocchiale, in pessime condizioni, viene demolita. L'architetto Giacomo Antonelli progetta un edificio colossale. Dopo gli iniziali entusiasmi la carenza di finanziamenti fa sì che si abbandoni l'opera; restano attualmente le mura periferiche, chiamate "Rotonda Antonelliana".
    La seconda metà dell'Ottocento è caratterizzata da un forte sviluppo soprattutto nel tradizionale settore della ceramica. Le botteghe artigiane si trasformano in industrie, con attrezzature più moderne, idee nuove, una vasta gamma di prodotti che ottengono ampi riconoscimenti nelle esposizioni. Sono operanti in questo periodo 18 fabbriche di ceramiche con oltre 600 operai, 18 laboratori di cappellai con 150 lavoranti, due concerie, due filande e una fabbrica di coperte. Nel 1849, prima in Canavese e terza nel Piemonte, nasce la "Società degli artisti operai" che sarà per molti anni lo strumento più valido per l'affrancamento dei ceti popolari.
    Nella Prima Guerra Mondiale 108 sono i caduti: le attitudini militari dei castellamontesi sono confermate da un medagliere che tra il 1849 e il 1945 può vantare 6 medaglie d'oro, 45 d'argento e 52 di bronzo.
    Tra il 1943 e il 1945 la Città è sede di presidi tedeschi e fascisti e numerosi sono gli scontri con le formazioni partigiane. Nel Novecento meritano di essere ricordati: i ceramisti Angelo Barengo (più volte premiato in esposizioni nazionali) e Renzo Igne; il filosofo Piero Martinetti, il giornalista e scrittore Carlo Trabucco e lo storico locale Michelangelo Giorda.
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