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La Via Francigena, che da Canterbury portava a Roma, è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini. Questo itinerario, fu individuato grazie ad un documento di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, il quale nel 994, redasse il diario del suo viaggio da Roma alla sua diocesi, appuntando con precisione ogni tappa e ogni luogo sacro che incontrava sul suo cammino.
E' nel periodo medoevale che la Via registra il suo periodo più vitale: una moltitudine di anime "alla ricerca della Perduta Patria Celeste" la percorsero secondo i canoni del pellegrinaggio dell'epoca. Il percorso doveva essere fatto prevalentemente a piedi, in modo da poter espiare le proprie colpe attraverso la penitenza e a avere il tempo necessario di pregare, doveva coprire una distanza compresa tra i 20 e i 25 chilometri al giorno e doveva toccate i Luoghi Santi della religione cristiana.
L'appellativo "Francigena" tuttavia non identificava un tracciato esclusivo e unico o una via per i pellegrini differente da quella percorsa da mercanti o dagli eserciti, bensì un grande "territorio-strada" condizionato solo da alcuni passaggi obbligati quali potevano essere i valichi alpini o appenninici, i guadi o i ponti sui corsi d'acqua e così via.