Ivrea ha conservato nei secoli una notevole tradizione culturale. Fin dall'Impero romano Eporedia fiorì come centro di educazione della nobile gioventù romana impegnata ad esercitarsi nelle discipline equestri e nell'arte militare. Le prime documentazioni sull'ordinamento scolastico di cui disponiamo risalgono all'825 d.C., anno in cui Ivrea, con altre città del Regno d'Italia, come Pavia, Torino, Cremona, Verona, Firenze, Vicenza, divenne sede di uno Studium, prima forma di Università italiana.
Vi si insegnavano grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, musica e astronomia. Accanto allo Studium si sviluppò sul finire dell'anno 900 lo Scriptorium, frutto della cui attività furono gli antichi codici manoscritti tra il VII ed il XIV secolo raccolti presso la Biblioteca Capitolare di Ivrea.
Lo Studium e lo Scriptorium vissero i loro anni più fertili nel periodo ottoniano, sotto la direzione del vescovo Varmondo. Ne è testimonianza la produzione dei Codici varmondiani, veri capolavori di miniature ed illustrazioni.
Gli Statuti del Comune di Ivrea risalenti al XIV e XV secolo offrono un'interessante testimonianza a proposito dei diritti e doveri degli insegnanti nelle scuole di Ivrea. Le scuole comunali vennero sostituite da quelle gestite da religiosi nel XVI secolo, a seguito delle deliberazioni del Concilio di Trento e alle difficoltà economiche in cui si trovavano le comunità locali a causa di guerre e carestie.
Oggi Ivrea, rinnovando la sua millenaria vocazione formativa e culturale, si appresta a diventare un'importante città universitaria con il corso di Scienze della Comunicazione che ha già sede nelle Officine H e con la trasformazione dei già esistenti Diplomi universitari del Politecnico e di Operatore della Pubblica Amministrazione in lauree triennali.