Diversi autori e pubbliche scritture nominarono nel corso dei secoli in vario modo la città. Hiporegia, Eporegia, Evoreja, Eboreia, Eboria o anche Lamporeggio o Amporegio sono i nomi che si leggono talvolta, ma tutti questi non sono che una trasformazione dei due principali: Yporia ed Eporedia.
Il nome Yporia compare in autori medievali ad indicare che la città sorse su un promontorio, dal greco upò, sotto, e oros, monte. Tale denominazione si desume soprattutto dalle pergamene non anteriori al X secolo d.C., conservate nell'Archivio della Cattedrale.
Molto più diffuso è il termine Eporedia, adottato dai Romani e da tutti gli antichi scrittori sia greci sia latini come Plinio, Tolomeo, Strabone, Tacito, Patercolo, Antonino. Cicerone in una sua epistola ne fa il plurale, Bruto nella risposta allo stesso Cicerone usa il singolare. Eporedia è il nome presente su tutte le iscrizioni latine portate alla luce sia in città sia in Roma. Plinio lo fa derivare dall'abilità dei suoi abitanti nel maneggio dei cavalli, perché tra i Galli era diffuso l'appellativo di Eporedici per contraddistinguere i più eccellenti domatori di equini.
Molti storici concordano sull'interpretazione del nome Eporedia come stazione di carri equestri o mansione di conduttori di carri equestri, facendo risalire l'origine del termine all'idioma gallico epo, al greco ippo e al latino equo, cioè cavallo e . reda, che in gallico significa carro.