Nasce ad Ivrea nel 1868 e si laurea in Ingegneria al Politecnico di Torino con il prof. Galileo Ferraris, col quale nel 1893 va in America e lavora presso la Stanford University in California..
Nel 1894 torna in Italia ed apre una fabbrica per strumenti di misurazione elettrica, la "CGS" (Centimetro, Grammo, Secondo). Cura personalmente la formazione professionale dei primi operai, tra cui Domenico Burzio che diverrà capo dell'ufficio progetti.
Nel 1907 nasce la "Ing. C. Olivetti & C., Prima Fabbrica Nazionale di macchine per scrivere".
La prima macchina per scrivere, chiamata M1, esce nel 1909 e cattura l'attenzione all'Esposizione Universale di Torino del 1911. Dopo la Prima Guerra Mondiale, nasce la M20, più elegante e funzionale. Accanto alla prima fabbrica ne sorge una nuova per la produzione di macchine utensili: la O.M.O. (Officina Meccanica Olivetti). Nel 1929 viene aperta la prima filiale estera a Barcellona.
Nel 1931 esce un nuovo modello, la M40 ed un anno dopo la prima portatile, la MP1. Nel 1937 inizia la produzione di telescriventi e nel 1941 quella di macchine per il calcolo.
Nel 1938 lascia la guida dell'azienda al figlio Adriano, mantenendo per sé solo il posto di manager alla O.M.O.
Uomo di grandi convinzioni morali, impegnato in politica, contrasta fortemente le idee fasciste; il suo pensiero socialista lo porta a costituire una fondazione che si occupa del personale fornendo servizi quali: asili e campi estivi per i figli, assistenza medica, borse di studio, biblioteche e progetti residenziali. Muore il 4 dicembre 1943.
Adriano Olivetti (1901-1960)
Nasce ad Ivrea nel 1901 e si laurea in Ingegneria Chimica Industriale a Torino nel 1924, anno in cui inizia a lavorare nella fabbrica del padre.
Nel 1925 va negli Stati Uniti con Domenico Burzio per studiare l'organizzazione industriale che applicherà all'azienda di famiglia una volta tornato in Italia. Nel 1938 assume la guida della Società.
A differenza del padre, che è riuscito a stimolare nuovo potenziale umano e sociale in un Paese ancora arcaico, Adriano si rende conto che il miglioramento della società richiede non solo personale adatto ma organizzazione e strutture razionali.
Grande pensatore e teorico, gioca un ruolo storico decisivo nell'espansione della fabbrica su più livelli, in una visione "morale" dei doveri e delle responsabilità dell'industria nel mondo moderno.
Di inclinazioni socialiste e riformatrici, durante la guerra s'oppone al regime fascista e viene incarcerato a Roma. Fonda la corrente politica "Movimento di Comunità".
Promuove numerosissime attività culturali e fonda fra l'altro l'Istituto Nazionale di Urbanistica (di cui diverrà presidente nel 1950). Muore improvvisamente sul treno proveniente dalla Svizzera, per un attacco di cuore, il 27 febbraio 1960.