L'attuale valle Dora Baltea altro non era che uno dei tanti fiordi del mar Adriatico, il quale si trasformò nella valle che conosciamo in seguito all'orogenesi dell'arco alpino.
Il fiume Dora Baltea esisteva già nell'era Quaternaria e grazie alla sua intensa attività erosiva, e a quella dei suoi torrenti, portò così tanti detriti da respingere il mare sempre più a sud.
Durante l'era Quaternaria, il ghiacciaio Balteo, occupò l'intera vallata aostana esattamente nel periodo che va da seicentomila a diecimila anni fa, il suo sciogliemento provocò lo scivolamento del ghiacciaio sul terreno e così la vallata acquisto la caratteristica forma ad "U", con versanti ripidi e fondovalle piano.
Altra testimonianza del passaggio del ghiacciaio è l'anfiteatro morenico d'Ivrea, culminante nella Serra, il cui profilo corre dritto per 25 km tra Andrate e Cavaglià.
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I Comuni
Andrate Il nome di Andrate ha origine dall'unione di due termini celtici AND - ART, terra di confine ed ancora oggi il torrente Viona divide Andrate da Donato, appartenente alla provincia di Biella.
Solo nel 1222 comparirà nel primo documento storico il paese di Andrate, la cui economia è principalmente basata sulla pastorizia e sull'agricoltura di sussistenza, testimoniate dalla raccolta di centinaia di oggetti donati perlopiù dagli abitanti del luogo al Museo di Arte Mestieri a Salamia, adiacente all'area sportiva.
Borgofranco Borgofranco d'Ivrea, piccolo borgo agricolo sorto verso la fine del 1200 per volontà del vescovo di Ivrea e del Marchese del Monferrato per costituire un avamposto in una zona contesa, nel corso dei secoli e con alterne vicende si è trasformato nell'attuale complesso abitato posto alla confluenza di un importante nodo stradale che collega Piemonte, Biellese, Valle d'Aosta e da lì Francia e Svizzera. Anticamente da Borgofranco passavano i pellegrini che dall'Inghilterra e dalla Francia partivano per raggiungere Roma, la rinomata Via Francigena.
Carema Si suppone che a Carema, in epoca romana esistesse un ufficio doganale e, distando da Aosta circa 40 miglia, ne é derivato il nome; aveva comunque lo stesso ruolo di confine che ancora oggi gli compete, quale ultimo paese tra Piemonte e Valle d'Aosta.
Chiaverano Chiaverano deriva dal latino Clavayranum. Il clavarius era la carica istituzionale nei comuni rurali canavesani.
Del territorio confinante con la città di Ivrea, occupato dai Salassi e successivamente conquistato dai Romani, si ha poche notizie se non dopo il 1183 su documenti dove appaiono compravendite di terreni tra abitanti di Sessano e il Vescovo di Ivrea con l'utilizzo del castello di Chiaverano di proprietà della curia. Ma solo nel 1250 che i paesi di Bellesano, Bienca e Sessano, stanchi dei soprusi dei paesi confinanti, chiedono la protezione del Vescovo di Ivrea e stipulano un accordo promettendo di costruire e abitare Chiaverano dove era situato il castello.
Nomaglio Nel 1929 il regime fascista abolì l'antico comune aggregandolo ad Andrate e solo nel 1954 Nomaglio tornò autonomo.
Quassolo In origine questo paese consisteva solo in un castello, che aveva funzioni di presidio; in seguito, intorno al 1200, la zona venne popolandosi di contadini che lottarono per raggiungere l'autosufficienza della loro economia agricola.
Sul pianoro di Praja, a quota 640, circondato da scoscesi vigneti terrazzati, era ubicato un comodo alpeggio mentre ora si trovano numerose residenze estive.
Quincinetto I primi insediamenti nel fondovalle potrebbero risalire alle popolazioni Celto - Liguri, dalle quali ha origine il nome Quincinetto, mentre le aree abitate si spinsero anche a quote elevate, come testimoniano i ritrovamenti archeologici.
Tra il 1929 e il 1941 Quincinetto fu incorporato nel Comune di Carema divenendone sede municipale, per poi riacquisire l'autonomia nel dopoguerra.
Settimo Vittone Come altri paesi della zona la nascita dei primi nuclei abitativi risale all'epoca romana quando Settimo Vittone era considerato una "stazione di servizio" (mutationes), derivabile dalla citazione latina Ad septimum lapidem miliarium. Il luogo era sfruttato dai viagiatori che percorrevano la via delle Gallie.
Il suo territorio fu conteso sia per motivi strategici che economici tra i Signori del luogo, il Vescovo di Ivrea, la Città di Ivrea e la Città di Vercelli.
Dopo varie vicissitudini, nel 1357, il Vescovo lasciò ogni proprietà e diritto ai Savoia che, a circa metà del 1600, incaricheranno l'allora Signore Gottiffredo di Cesnola di amministrarne il territorio.
Tavagnasco Le origini storiche di Tavagnasco risalgono all'epoca preromana, come dimostrano quattro tombe scavate nella roccia ed altre tracce archeologiche. Tavagnasco fu per molto tempo frazione di Settimo Vittone, solo nel 1947 ottenne la sua indipendenza, ripetendo la storia che già lo vedeva annesso a questo borgo e dal quale fu diviso per decreto del Vescovo d'Ivrea.