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Valli

Tra dolci pendii e tipiche architettute alpline, conosciamo le valli del Canavese

In collaborazione con

Valle Dora Baltea Canavesana
L'attuale valle Dora Baltea altro non era che uno dei tanti fiordi del mar Adriatico, il quale si trasformò nella valle che conosciamo in seguito all'orogenesi dell'arco alpino.

Mulattiera medievale a Cesnola
Cesnola: mulattiera medievale
foto: F. Bortolozzo

Il fiume Dora Baltea esisteva già nell'era Quaternaria e grazie alla sua intensa attività erosiva, e a quella dei suoi torrenti, portò così tanti detriti da respingere il mare sempre più a sud.
Durante l'era Quaternaria, il ghiacciaio Balteo, occupò l'intera vallata aostana esattamente nel periodo che va da seicentomila a diecimila anni fa, il suo sciogliemento provocò lo scivolamento del ghiacciaio sul terreno e così la vallata acquisto la caratteristica forma ad "U", con versanti ripidi e fondovalle piano.
Altra testimonianza del passaggio del ghiacciaio è l'anfiteatro morenico d'Ivrea, culminante nella Serra, il cui profilo corre dritto per 25 km tra Andrate e Cavaglià. Di notevole interesse è che la Serra presenta il maggior dislivello di tutto l'arco alpino: ben 600 metri.

La valle Dora Baltea presenta l'orientamento Nord Ovest - Sud Est, e rimane quasi perpendicolare alla catena Alpina. Una sua particolarità è che non possiede una "testata", risulta cioè aperta sia sulla Valle d'Aosta che sul Canavese.

Questa mancanza di barriere e di "confini" ne ha fatto una porta naturale verso l'Europa occidentale, a simbolo del confine non solo geologico ma anche culturale.
Il fondovalle è ricoperto dai depositi alluvionali della Dora Baltea e dai detriti depositati dai vari torrenti che formano dei leggeri rilievi. Questi dossi, stabilizzatisi nel tempo, offrono ora il terreno su cui sorgono Carema, Settimo Vittone e Tavagnasco, e donano una posizione relativamente riparata dai versanti franosi e dagli straripamenti della Dora.

La valle si divide in due versanti: quello destro e quello sinistro.

Vigneti a Nomaglio
Nomaglio: Vigneti - foto: F. Bortolozzo


Sul versante sinistro si trovanoi comuni di Carema, Settimo Vittone, Nomaglio e Andrate. Gli ultimi due comuni sorgono su due piccole morene laterali, grazie alla loro posizione, a 575 e a 836 metri d'altezza offrono una splendida visione panoramica della valle.
Questo versante è meno ripido, anche se ha un'altezza media di 1200 mestri s.l.m. e culmina nella Cola di Mombarone (m.2371).
Tra i corsi d'acqua si impone il torrente Chiussuma, che scende gli ultimi 800 metri di dislivello per giungere alla Dora tra cascate e piscine naturali. La luce del sole dura fino al tardo pomeriggio, e questo fattore rende la montagna più secca e costellata di baite e frazioni anche oltre i mille metri.
Il versante sinistro è anche caratterizzato da ampi valloni e da rigogliosi pascoli, tutti quanti situati oltre i mille metri d'altezza, creando condizioni che favoriscono sia l'allevamento che l'agricoltura.

Fondo valle a Quassolo
Quassolo: fondo valle - foto: F. Bortolozzo


Sul versante destro si trovano i comuni di Quincinetto, Tavagnasco e Quassolo. E' dirupato ed ha un'altitudine media di 800 metri s.l.m. Dalla cima di Bonze (la più alta) diparte una corona di vette tutte alte intorno ai 2000 metri, che fa da spartiacque con la Valchiusella e la Val d'Aosta.
In questo versante si trovano diversi corsi d'acqua, che scorrendo lungo i valloni, incidono il versante. Tra i più importanti vi sono il rio Renanchio (portata massima di 105 m al secondo) e il rio Piovano (che forma una bellissima cascata di settanta metri d'altezza, poco prima di gettarsi nella Dora).
La montagna è resa umida e molto boscosa dal soleggiamento, prevalentemente mattutino. Tra le piante che formano la vegetazione della montagna si trovano: viti, castagni, betulle, frassini, roveri, più rare sono le conifere e i larici.

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