A destra, il tripiede con bacinella e brocca, attrezzatura ospedaliera inerente il suo lavoro.
Sullo sfondo, una stampa dell'Ospedale Maria Vittoria di Torino.
La Storia
Giuseppe Berruti è una delle glorie più belle di Chivasso. La sua vita,fu spesa per una missione: salvare più
vite umane possibili, specialmente puerpere e bambini.
Nato a Chivasso nel 1841,figlio del medico Giovanni Battista che esercitava nell'Ospedale della Città, egli
amava definirsi "contadino", ed ebbe, infatti, la mentalità quadrata,ferrea, inflessibile, unita alla tenacia
propria dei nostri contadini piemontesi, chivassesi soprattutto, che tanto hanno saputo dare alla nostra Città
per il passato.
Fu specialista in chirurgia ostetrico-ginecologica, di cui scrisse un trattato, ed un episodio lo caratterizza in
modo particolare: con l'assistenza del prof Bergesio, eseguì la sua prima amputazione sopra vaginale ad
una donna rachitica di Chivasso.
La malformazione di questa donna, alta poco più di un metro, non consentiva un parto regolare. Si salvarono madre e figlio, che, col tempo, divenne grande e robusto, portando
sempre riconoscenza al medico che lo aveva fatto nascere, standogli accanto per tutta la vita come domestico e cocchiere.
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Fu Amico del principe Amedeo, Duca d'Aosta, terzogenito di Vittorio Emanuele II, alla moglie del quale, la
principessa Maria Vittoria, dedicò l'opera sua più bella: la fondazione dell'Ospedale Maria Vittoria di Torino, voluto da lui per accogliere e curare tutte le donne colpite da malattie dell'apparato della riproduzione, nel 1887, di cui il prossimo anno ricorrerà il primo centenario.
Giuseppe Berruti morì a Torino il 15 aprile 1911.