Nel 1705 la cittadina - che non ha perso la propria importanza strategica - sostiene eroicamente l’assedio delle truppe francesi: permette così alla capitale dello stato, Torino, di prepararsi alla difesa e di non essere espugnata.
Nel 1753 i Chivassesi festeggiano la solenne beatificazione del loro concittadino Angelo Carletti, francescano osservante vissuto nel Quattrocento e universalmente noto per la compilazione di un prontuario destinato ai confessori detto Summa Angelica: ancor oggi, il Carletti è considerato il protettore della città. Nel settimo decennio del secolo XVIII, l’allevamento equino ha grande incremento nella campagna di Chivasso, grazie alla costituzione della Mandria, tenuta reale sita a nord-est dell’abitato.
Durante il periodo napoleonico, la cittadina viene amministrata dai Francesi e inclusa nel Dipartimento della Dora: in questi anni comincia ad attuarsi l’abbattimento delle antiche fortificazioni, che nei decenni successivi darà origine ai bei viali ancor oggi esistenti.
Dopo il congresso di Vienna (1815), il comune torna sotto il dominio sabaudo. Negli anni Cinquanta dell’Ottocento comincia ad acquisire importanza come nodo ferroviario; il decennio seguente è, invece, segnato dalla costruzione del monumentale canale Cavour, che tuttora parte da Chivasso. Nel 1870 sul fiume Po, che divide l’abitato dalle colline, viene gettato un maestoso ponte in muratura: distrutto nel 1994 da un’alluvione, sarà poi sostituito dall’attuale in cemento armato.
La pagina prosegue dopo il banner
Nella seconda metà del XIX secolo Chivasso incrementa la sua importanza come centro commerciale, e vi prosperano locande e alberghi: la vita borghese della cittadina trova un sensibile descrittore nel pittore Demetrio Cosola (1851-1895). Particolare sviluppo ha il mercato del bestiame che si svolge in Piazza d’Armi, al confine occidentale del centro storico: nel Novecento, tale compravendita trova poi una sede congeniale nel complesso del Foro Boario.
Altro motivo per cui va ricordata piazza d’Armi è perché tuttora vi prospetta, con la sua bella facciata settecentesca in mattoni a vista, Palazzo Tesio: qui, nel 1943, viene firmata la “Carta di Chivasso”, importante documento riguardante l’autonomia delle regioni alpine.
Dai tardi anni Cinquanta del XX secolo inizia, anche per la cittadina canavesana, un periodo di decollo economico, con rapida espansione demografica ed edilizia: ai piccoli stabilimenti industriali già funzionanti - manifattura di tessili, concerie, distillerie - si aggiunge l’impianto della centrale termoelettrica ENEL e soprattutto il grandioso stabilimento automobilistico Lancia (1963). Dopo la chiusura di quest’ultimo (1993) e la sua riconversione, la città si è oggi parzialmente risollevata investendo sempre più sul settore terziario.