La cucina locale annovera tra i piatti tradizionali la busecca (a base di trippa, minestra dal sapore antico che veniva servita il mattino del giorno di mercato nelle locande e trattorie chivassesi (agli inizi del '900 erano più di 50); gli agnolotti con il ripieno a base di coniglio; il trionfale e gustoso bollito misto dal bagnèt vert, salsa a base di acciughe, prezzemolo e aglio; il tenero e saportio arrosto di sanato, i carnevaleschi faseuj con ël prèivi, letteralmente "fagioli con il prete" (rotolo di cotenna di maiale con aromi e spezie), cotti per una notte intera al forno a legna utilizzando la tipica pignatta di terracotta.
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La lista continua con le molteplici e piemontesissime specialità gastronomiche quali la bagna caoda, la finanziera, e tantissime altre leccornie innaffiate, secondo il caso, dal superbo bianco Erbaluce, orgolgio dei vitigni coltivai sulle colline moreniche canavesane, o dai robusati rossi delle alture monferrine.
Infine l'arte pasticcera chivassese propone un dessert degno dell'indiscussa fama che la contraddistingue: i Noasèt, minutissimi amaretti a vase di nocciole Piemonte, albume d'uovo e zucchero, nati per sbaglio nella seconda metà dell'800 nel laboratorio dell'allora Pasticceria Nazzaro e da subito proposti come specialità Chivassese.
Difficile tracciare i confini della notorietà ormai centenaria di queste chicche di pasticceria, oggi per lo più conosciute con il nome volgarizzato di "Nocciolini"; certo è che passare da Chivasso e non acquistarne una confezione è veramente un peccato!