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Scuola - Canavese - 04/11/2008
Riforma Gelmini: una studentessa va controcorrente
I responsabili eporediesi del blog di Azione Giovane (l’organizzazione giovanile di An) hanno segnalato alla redazione, proponendone la ripubblicazione, un messaggio a loro giunto da una studentessa eporediese in merito al decreto Gelmini, recentemente convertito in legge.

Ritenendo che la lettera sia attinente al forum lanciato da Localport, accogliamo volentieri la proposta e proponiamo anche ai nostri lettori lo stesso documento.

29/10/2008 - ore 08.00 Liceo Botta
Davanti all' ingresso principale, studenti ed insegnanti commoventemente uniti distribuiscono,sotto la pioggia battente,volantini contro il decreto Gelmini.

30/10/2008 - ore 08.15 Liceo Botta
La scuola è deserta, due o tre professori si affannano per le aule mentre pochi studenti si aggirano sperduti per i corridoi. «Tutti a casa ragazzi».

Ci si domanda "Ma esiste solo il diritto allo sciopero?".
La risposta? "Si!!". Mentre nessuno si dà la pena di rispondere al quesito "Chi mi garantisce il diritto allo studio?".
Uno studente che dissente non ha il diritto di poter seguire in pace le lezioni.
In questi giorni sono tutti pronti ad affermare di essere fieramente contrari alla riforma ( perché secondo loro decreto legge = riforma) della scuola in quanto il governo "vuole eliminare il tempo pieno e quindi incentivare le scuole private", in un ineccepibile rapporto di causa-conseguenza peraltro.

Sinceramente, mi fanno un po' pena.

Si bevono come ambrosia tutte le bugie messe in giro dalla sinistra, che con la sua capacità di appropriarsi di ogni sorta di mezzi di informazione, propaganda la sua falsa verità. E poi, faccenda ancora più comicamente tragica, ci sono gli "inediti", chi afferma - apoliticamente, perbacco!! - che non è d'accordo con questa "riforma".
Tutto d'un tratto queste ultime anime sopite, che non si sono mai interessate di alcunché, diventano degli appassionati manifestanti: ed ecco che si possono anche spiegare quelle risposte confuse ed approssimative che spesso sentiamo in tv alle domande dei cronisti.

Sono tutti in piazza, tutti a scandire slogan che a mala pena capiscono, e tutti che sperano finisca presto in modo da poter andare presto a far colazione e a fare shopping, mentre altri continuano a manifestare contro una riforma che non esiste.

Infatti, inspiegabilmente, il progetto del governo di aumentare il tempo pieno diventa, invece, "la volontà di abolire il tempo pieno, con la conseguente privatizzazione della scuola pubblica" ( bah, le magie della sinistra ).

E poi soprattutto, vogliamo citare quegli universitari che manifestano contro i tagli all' Università? Ma quando era il governo Prodi a stabilire i tagli, allora erano legittimi? E intanto nessuno si occupa dei "baroni", di chi per regalare cattedre ad amici e parenti, per mantenere la propria clientela politica, inventa corsi di laurea. In Italia esistono 37 corsi con un solo iscritto e ben 327 che non ne contano più di 15.

E ci sono altri esempi di cattiva gestione delle università con la forte volontà da parte di molti di voler difendere la situazione esistente.

Ecco perché siamo stufi di un Paese in cui la maggioranza deve subire le scelte di migliaia di manifestanti ( che sembrano molti, ma in rapporto alla totalità degli studenti sono veramente pochi ), stufi di una sinistra che ha il potere, con le bugie, di creare un forte disagio a chi, in buona fede, cade nella trappola della protesta, ma in realtà desidererebbe solo poter studiare in una scuola giusta e meritocratica.

Fonte: ag-ivrea.blogspot.com


Il Forum sulla riforma della scuola
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