| Carnevale - Ivrea - 16/02/2010 |
Un altro giorno è andato… oggi il gran finale del Carnevale
di Federico Bona
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Un altro giorno è andato… No, Giccini non c’entra nulla: è un’altra giornata di Carnevale ad essersene andata e, ahimè, è la penultima!
Resta solo,il martedì grasso, poi dovremo mettere via costumi, uniformi e divise, sogni ed emozioni, per aspettare con la consueta ansia il prossimo “Giobi ‘n bot”.
Sono i pensieri che mi frullano nella mente mentre torno verso casa, ammaccato, bagnato, stanco e felice, accompagnato dalle note dei Pifferi che si diffondono dal Borghetto, dove hanno reso il consueto omaggio agli instancabili preparatori della Polenta e Merluzzo, che suggellerà la fine della festa.
Se n’è andata una giornata iniziata “su per i brich, la matin ad bun ora”, per la Zappata degli Scarli, nel corso della quale il Sostituto Gran Cancelliere ha voluto riprendere l’usanza di affidare il piccone allo sposo e la pala alla sposa, a differenza di quanto hanno fatto quasi tutti i suoi predecessori, ad eccezione di Piercarlo Broglia: «Ho riletto i verbali – spiega Carlo Ardissono – e soprattutto il suo libro “Ivrea e ‘l nos carlevè”, dove spiega le ragioni, che si rifanno alla metafora della riproduzione , per cui è giusto che gli “strumenti” siano affidati così, quindi mi sono adeguato a una spiegazione che condivido». E, affinchè anche il “popolo” fosse informato sul perché di questa novità, in piazza di Città, per la Zappata di San Salvatore, il Sostituto, assistito dall’immancabile Giancarlo Spagna (che è ormai da annoverare tra i “personaggi” della Zappata), ha dato una dotta spiegazione, prima di dare lettura del tradizionale verbale.
Da sottolineare che quest’anno le cinque coppie protagoniste delle Zappate, poi ospitate dagli “Amis” per il pranzo, non sono state soggette alla “gabella gamboniana” introdotta negli anni Novanta…
 Nel pomeriggio, battaglia, battaglia e ancora battaglia: il pomeriggio più intenso per gli Aranceri, che hanno ricevuto la visita di Mugnaia e Generale per le foto di rito, ma soprattutto si sono sfogati, accompagnati da un clima primaverile.
Mugnaia e Generale, dopo il giro nelle piazze, si sono recati in visita all’ospedale, dove sono stati accolti nel reparto di pediatria e in quello di oncologia, poi al Saudino: momenti ovattati, lontani dal clamore delle piazze. E’ l’ennesima dimostrazione di come il Carnevale sappia penetrare nel tessuto della città anche in quei contesti che all’occhio profano possono apparire lontani dal clima di festa. Ma pochi minuti con i personaggi possono portare una ventata di serenità laddove è la sofferenza a dettare legge.
Serata dedicata alle fanfare militari: una proposta di qualità che non ha riscosso lo stesso successo delle “bande in piazza” e della coriandolata: occorre trovare un giusto compromesso tra qualità, divertimento e coinvolgimento. Sicuramente un tema sul quale al Fondazione potrà lavorare nei prossimi mesi.
Un altro giorno è andato… ne resta solo uno, prima che questo Carnevale vada in archivio.
 Mugnaia e Generale accolti nel reparto di pediatria
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