Sembrava proprio una bomba, per quanto rudimentale: due barattoli di metallo del caffè, sigillati con nastro isolante e collegati fra loro con un filo elettrico, sul quale era installato un orologio.Il congegno era stato posto davanti all’ingresso della sede eporediese di Equitalia, da pochi mesi trasferitasi a Palazzo Uffici. I dipendenti che ieri mattina stavano per aprire gli sportelli, hanno immediatamente lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti i Carabinieri.
Il dubbio che si trattasse di una messinscena è sorto immediatamente, ma la prudenza ha consigliato gli uomini dell’Arma di seguire la prassi consueta in questi casi: allontanati dipendenti e clienti di Equitalia, transennata l’area, fatte spostare le automobili parcheggiate nelle vicinanze della presunta bomba, in attesa che da Torino giungessero gli artificieri dell’Arma.
Nel frattempo, le aziende che occupano i locali di Palazzo Uffici, per precauzione, hanno provveduto a far spostare i loro dipendenti che lavorano nell’ala A (quella dove si trova la sede di Equitalia) in aree più distanti dal potenziale pericolo.
Verso le 10, il cessato allarme: i due barattoli non contenevano esplosivo, ma solo chiodi e graffette. Nulla, insomma, che potesse causare danni a persone o cose.
«Un puro atto dimostrativo» hanno commentato i Carabinieri al termine dell’operazione, ma son comunque state avviate le indagini per tentare di dare un’identità agli autori della bravata.
Non è il primo “atto dimostrativo” contro la sede Equitalia di Ivrea: sui cartelli che, in via Jervis, indicano gli uffici, accanto al nome della società di riscossione, una mano anonima, “armata” di vernice, ha aggiunto l’epiteto “ladri”.

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