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Cronaca - Ivrea - 19/05/2012
Melissa, figlia e sorella di ciascuno di noi
di Federico Bona
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Anche Ivrea si è unita, questo pomeriggio, al coro spontaneo di protesta per dire “No!” al vile attentato che in mattinata ha ucciso Melissa Bassi, studentessa sedicenne di Brindisi, dilaniata da una bomba posta all’ingresso della scuola che frequentava.

E’ un omicidio che colpisce chiunque abbia una coscienza: a seconda dell’età, Melissa avrebbe potuto essere la figlia, la sorella o la compagna di ciascuno di noi.

Questa mattina aspettava di entrare in classe, con i problemi e le attese di ogni giovane di 16 anni: la paura di una verifica, la voglia di organizzare una serata con gli amici, i sogni per ciò che avrebbe voluto fare domani, o da grande”… Tutto spazzato via. Melissa non diventerà mai grande, perché una mano ignota (speriamo non per sempre) ha deciso di lanciare un messaggio di morte. A chi? Perché? Sono domande che al momento non hanno una risposta.

Di sicuro, indizi ce ne sono molti. La scuola dove è stato fatto l’attentato è intitolata al Giudice Falcone e a sua moglie. Lo stesso istituto si era distinto, più volte, in iniziative a favore della legalità. E proprio oggi a Brindisi era attesa la carovana contro le mafie. Avrebbe dovuto essere una festa, è stata una mesta, ma orgogliosa, veglia in memoria di Melissa.

E la stessa rabbia, lo stesso orgoglio, la stessa determinazione, si sono viste in moltissime piazze d’Italia.

A Ivrea, in piazza di Città, alle 18 erano più di un centinaio di persone, tutti con una candela in mano, per esprimere sdegno e volontà di non arrendersi alle perverse logiche (logiche???) del crimine. Mercoledì sera è in programma un’altra manifestazione, con partenza da via Dora Baltea

Anche il Giro d’Italia, che ieri è passato da Ivrea con i suoi colori e la sua allegria, non è rimasto insensibile al dramma di Melissa: sia al via di Cherasco che all’arrivo di Cervinia, gli organizzatori hanno fatto rispettare un minuto di silenzio in memoria della studentessa.

Noi affidiamo, ancora una volta, i nostri sentimenti alle parole di Valeria Franchetto, studentessa appena più grande di Melissa, sempre in prima fila nelle iniziative a favore della legalità e, da tempo, nostra “inviata nel mondo dei giovani”.

Esci da scuola con la testa colma di nozioni, mal sopportando i professori che anche il sabato mattina hanno la forza di urlare, pensando alle verifiche ed alla pioggia che riempirà anche questo pomeriggio. Poi una notizia, così lontana eppure così vicina, che cambia la tua prospettiva: una ragazza quei tuoi problemi, ora così insignificanti e banali, non li avrà più. Quell’immagine di occhi solari, quegli occhi che ora segneranno le giornate finchè poi nuovamente il silenzio calerà.

“La vecchia mafia non avrebbe mai toccato i bambini.”

Bambini che, nei loro sedici anni, pensavano di non esserlo più e come ogni mattina andavano a scuola. Una bambina dagli occhi solari è stata uccisa, per errore, come un fiore soffocato, ancor prima di sbocciare, da ciò che vent’anni fa veniva definito: il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

Mai prima è stata attaccata una scuola: «La mafia teme più l’istruzione che la giustizia» dice Don Ciotti.

«Non si può morire per mafia» diceva Grasso.

«Avete chiuso cinque bocche, ne avete aperte cinquanta milioni» sosteneva Giovanni Falcone.

Nazim Hikmet:
I tuoi occhi, i tuoi occhi, i tuoi occhi
Che tu venga all’ospedale o in prigione
Nei tuoi occhi porti sempre il sole.


Ci stringiamo alla famiglia, ai compagni ed alla cittadinanza.

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