Nonostante il Soccorso Alpino stia dando indicazioni continue e precise di come andare in montagna, sia per passeggiare che per fare escursioni più impegnative, divertendosi e senza mettere a repentaglio la propria vita e quella dei volontari, queste vengono puntualmente disattese.Se durante il fine settimana la delegazione canavesana del Soccorso Alpino Piemontese è stata decisamente impegnata, in due interventi, l’operazione che si è svolta tra la serata di lunedì e la mattinata di ieri ha avuto connotazioni decisamente rocambolesche con le specificità di un soccorso ad altissimo livello, perchè svolto su terreni molto impervi e in ore notturne.

Base Elisoccorso
(Foto © Cnsas)
Nel pomeriggio però i due escursionisti, sottovalutando l'impervietà del percorso, con sentieri poco battuti e la fitta vegetazione hanno perso l'orientamento, senza più riuscire a trovare la via del rientro.
A metà pomeriggio, forse perchè impauriti ed angosciati, anzichè dare l'allarme direttamente al 118, segnalano tramite telefonino il problema ad amici e parenti, indicando con parecchia approssimazione, la zona in cui si trovano. Poco dopo il telefono esaurisce la batteria e diventa impossibile ricontattarli.
A quel punto gli stessi amici e parenti dei dispersi si rivolgono al capostazione, Franco Balma Gallo, della Stazione del Soccorso Alpino di Valprato Soana. Immediata la preparazione di tre squadre di ricerca, di cui una dotata di un'unità cinofila da ricerca in superficie. A causa delle indicazioni frammentarie, la ricerca si annuncia complicata e, alle 20.30, con il buio più fitto all'interno dei boschi, si fanno anche intervenire i volontari della Stazione di Locana. A quel punto sono oltre venti i tecnici del Soccorso Alpino impegnati nella ricerca dei due amici sessantenni.

Le ricerche alle 2 del mattino
(Foto © Cnsas)
Alle prime luci dell'alba, mentre le squadre di soccorso si stanno organizzando tenta una "spazzolata" veloce in alcuni terreni dove si ipotizza possano essere i dispersi. Le urla di richiamo del soccorritore vengono sentite dai due amici, spaventati e in ansia per la notte all'addiaccio, e a loro volta, a gran voce, tentano di farsi individuare.
Non è semplice capire però dove siano con esattezza, il canalone è pieno di vegetazione, fitta e intricata. Provvidenziale l'intervento dell'elicottero, che guidato dal soccorritore in quota, dopo alcuni minuti di sorvolo, riesce ad individuare le due figure umane; il posto in cui si trovano però, non da nessuna possibilità di poterli verricellare in sicurezza.
Viene allora fatto calare il tecnico del Soccorso Alpino che è sempre a bordo dell'elisoccorso: una volta raggiunti e rincuorati i due dispersi, li ha accompagnati in una zona dove è stato possibile il recupero.

Le ricerche in notturna
(Foto © Cnsas)
I soccorritori, pur di fronte a una nuova impresa conclusa con successo, non possono che ribadire le loro raccomandazioni: «In caso di necessità, non chiamate amici e parenti, che per quanto dotati di buona volontà, fanno solo perdere tempo prezioso, ma allertate immediatamente il 118. L'operatore, infatti, è appositamente addestrato per dare anche una connotazione territoriale alla telefonata».

La base operativa
(Foto © Cnsas)

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