Atene-
Crollo dei socialisti del Pasok, emorragia di consensi per i conservatori di Nuova Democrazia (anche se rimangono primo partito), boom della sinistra radicale e per la prima volta entra in Parlamento l’estrema destra neo-nazista di Alba d'Orata. E’ il verdetto elettorale del voto legislativo in Grecia, che ieri ha chiamato alle urne circa 9,9 milioni di elettori.
Una dura batosta per i due partiti principali pro-euro, uniti fino a ieri in un governo di coalizione responsabile delle dure misure d’austerità, chieste dall’Europa per evitare il fallimento del paese. I dati degli exit poll, danno a Nuova Democrazia, il partito di Antonis Samaras, una percentuale di voti compresa tra il 17-20% (erano al mentre il Pasok si attesterebbe tra il 14-17%. La percentuale dei due partiti oscillerebbe tra il 31-37% dei consensi, contro il 77,4% del 2009.
Boom, invece, per l'Alleanza di sinistra Syriza che sarebbe diventato il principale partito di opposizione, conquistando un secondo posto dopo Nuova Democrazia con il 15,5-18%.
Gli exit poll danno anche il successo dell'estrema destra neo-nazista di Alba Dorata che ha superato la soglia di sbarramento del 3% ed è entrata in Parlamento con il 6-8%.
«Siamo chiaramente il primo partito», ha detto il ministro degli Esteri ombra di Nuova Democrazia, Panos Panagiotopoulos, alla televisione Mega, rivendicando la vittoria alle elezioni. Panagiotopoulos ha quindi riconosciuto il «forte terremoto» che ha colpito sia il suo partito sia i socialisti del Pasok. (07/05/2012 - in collaborazione con AdnKronos)